IL PRIMO MOVIMENTO

Ormai abbiamo imparato a capirlo: il Krav Maga IKI/IKMET, oltre a essere un sistema difensivo estremamente efficace e adatto a tutti, racchiude in sé principi importanti che possono essere applicati con esito positivo anche alla nostra quotidianità.

Tra i più importanti che è opportuno interiorizzare, c’è sicuramente quello legato all’importanza del primo movimento. Essenzialmente, ci stiamo riferendo al fatto che i primi secondi che danno il via a una tecnica difensiva diventano determinanti per la buona riuscita della stessa.

Non stiamo parlando soltanto di quanto sia essenziale iniziare correttamente un movimento affinché il suo prosieguo si realizzi al meglio. Come afferma Moshe David Katz, infatti, il primo movimento di una tecnica difensiva o di disarmo rappresenta il suo 90%.

Nel mondo del Krav Maga, in cui può essere in gioco la salvaguardia della nostra vita o di quella delle persone che amiamo, tale concetto diventa ancora più evidente. Pensiamo, ad esempio, a un disarmo da pistola.

Quando ci troviamo con un’arma puntata contro, la prima cosa da fare è spostarci dalla linea di tiro. Questo primo movimento non solo crea le condizioni per il successivo disarmo, ma aumenta soprattutto le nostre possibilità, in caso di sparo, di non essere colpiti.

Lo stesso principio vale nel caso di un’aggressione con una lama al collo: un movimento simultaneo del mento verso il basso, per proteggere la gola, e della spalla, per allontanare il filo della lama, diventa essenziale per ridurre la probabilità di essere feriti mortalmente.

Il principio, infatti, è tanto elementare quanto essenziale: se veniamo colpiti in maniera letale o molto grave, tutto il resto della tecnica – disarmo, controllo e colpi difensivi – rischia di non avere più alcuna importanza.

Quel primo movimento diventa quindi fondamentale perché ci permette:

  • di creare una condizione di maggiore sicurezza dalla quale proseguire correttamente con il resto della tecnica;
  • di neutralizzare o ridurre l’efficacia della minaccia immediata, quella potenzialmente più pericolosa.

 

Se ci pensiamo bene, questo principio può insegnarci qualcosa anche al di fuori di un’aggressione fisica. Di fronte alle situazioni potenzialmente negative o minacciose che possiamo incontrare nella vita di ogni giorno, la nostra prima risposta assume spesso una particolare importanza. Può consentirci di intervenire sul nascere, prima che una situazione peggiori, oppure di ridurne sensibilmente gli effetti. 

Al contrario, se quella prima reazione non sarà efficace, potremmo lasciare alla minaccia maggiore spazio per svilupparsi.

Il Krav Maga, in questo senso, rappresenta una straordinaria palestra: di fronte a una minaccia concreta alla nostra incolumità rende immediatamente evidente l’importanza di quel primo movimento.

Ma il principio può essere trasferito, con le dovute proporzioni, anche a situazioni molto diverse della vita quotidiana. Un’“aggressione”, in senso metaforico, può essere rappresentata anche da un attacco verbale da parte di un collega di lavoro. In quel caso, naturalmente, non sarà  la nostra vita a essere in pericolo, ma una risposta sbagliata – o comunque l’incapacità di reagire correttamente – potrebbe lasciare spazio a conseguenze negative sulla nostra autostima, sulla nostra serenità o sul rapporto con gli altri.

Attraverso il Krav Maga, alleniamoci quindi anche a comprendere il valore di quel primo movimento capace di “spegnere l’allarme rosso”: non necessariamente quello che risolve tutto, ma quello che impedisce alla minaccia di prendere il sopravvento e ci mette nelle condizioni migliori per affrontare ciò che verrà dopo.